Alessandro Gozzuti news
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il 5 febbraio 2009 a Roma si è svolta la mostra dal titoloIPERBOLICO di Alessandro Gozzuti |
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Alessandro Gozzuti durante la lavorazione dell'opera "Gomma" |
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Alessandro Gozzuti nasce a Roma nel 1970, conseguendo il diploma di maturità presso l’Istituto Statale d’Arte di Roma nel 1989. Nel 1999 frequenta l’Accademia di comunicazione di Milano conseguendo il diploma di illustratore digitale. |
Alessandro Gozzuti on the cover of Notnews On Trend
Digital Trends magazine number 19
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La curvatura Spazio temporale compiuta dalla pittura
Il tema ricorrente nelle opere dell'artista romano è la veduta come punto di vista di un occhio globulare, in verità imperfetto apparato riproduttore della realtà mediatore culurale tra il mondo delle immagini e la soggettività di chi guarda, costretto ad interpretare le distorsioni della realtà vista in prospettiva. La prospettiva ci fa percepire l'infinito se è vero che è solo li che due rette parallele si incontrano. Il punto di fuga è dove convergono quei segni necessariamente geometrici con cui si impone la scala umana su una natura altrimenti sconfinata perche senza riferimenti. Il punto di fuga è la misurazione dell'orizzontedello spazio cognitivo, è un simbolo di conquista di ulteriori spazi mentali, è l'eredità piu significativa di quella umanizzazione della cultura che fu il Rinascimento. I matematici e gli artisti del Cinquecento si dedicarono all'elaborazione di criteri scientifici su cui imperniare la rappresentazione realistica e composta dello spazio per aumentare la forza comunicativa o l'autorevolezza dell'opera e del committente, magari piegando anamorficamente la prospettiva ai propri scopi per veicolareulteriori contenuti simbolici nascosti all'interno di opere ufficiali come ad esempio nel quadro gli Ambasciatori di Holbein dove ai piedi dei due personaggi ritratti compare un grande teschio se lo si guarda dalla giusta angolazione. Gozzuti mostra l'avvenuta assimilazione di tali assunti storici fino a palesare chiaramente i suoi riferimenti compresa la rielaborazione del tema prospettico in chiave complessa e introspettiva operata da Escher e la suggestione delle piazze metafisiche di De Chirico. Le sue distorsioni coinvolgono lo spazio circostante, catturando l'osservatore allinterno del viaggio come sperimentazione. Spesso anche il supporto risulta coinvolto nel processo di curvatura Spazio temporale compiuto dalla pittura alimentando la costruzione dell'opera come singolarità fino a diventare elemento scultoreo, scheggia incapsulata di realtà urbana, proiettata in dimensioni astrali, dove il troppo piccolo e il troppo grande si fondono. Andrea De Angelis |
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